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La relazione del Segretario nazionale alla Direzione

Consultazioni: da Direzione nazionale PD un mandato pieno che supera il modello dei due vicepremier

 

Riunita oggi la direzione del PD, al termine della quale è stato dato mandato al segretario nazionale, Nicola Zingaretti, di esprimere oggi pomeriggio al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la disponibilità del Partito Democratico a verificare con il Presidente incaricato le condizioni politiche e programmatiche e contribuire a dare vita al nuovo Governo.

 

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“Oggi, dopo la stagione consumata con la crisi voluta dalla Lega, Giuseppe Conte sarà il candidato Presidente indicato dai 5 Stelle per la guida di un Governo fondato su un impianto e un programma diversi – così il segretario Zingaretti nel corso della sua relazione in direzione. Noi riconosciamo –aggiunge il segretario- in questa scelta l’autonoma decisione del partito di maggioranza relativa in questa legislatura. Con questa volontà il M5S, ed è legittimo, rivendica la Presidenza del Governo. Ha rifiutato altre ipotesi. E in questa scelta è inciso il superamento di un modello sul quale si fondava il vecchio Governo”.

 

Non una ripetizione dello schema precedente, dunque, ma un cambio radicale e una diversa impostazione: “Un cambio –ha detto Zingaretti- dove non chiediamo abiure – non è questo il punto – ma la concretezza di un impianto diverso, questo sì. A partire dal metodo. Che per noi non può essere lo schema di prima”.

 

“Con un premier arbitro e due forze che sommano i rispettivi programmi e valori, mantenendoli però distinti in un doppio binario che non prevede mai una sintesi. Questa impostazione – quella del ‘Contratto’ non poteva reggere. È stato un errore. E non poteva reggere per ciò che abbiamo ripetuto in questi mesi. Quindi, nessuna replica del contratto. Ma il ritorno a una prassi normale di condivisione di un programma, di una visione, di un orizzonte comune” –ha detto ancora Zingaretti.

 

Chiudere la stagione dell’odio e della furbizia per Zingaretti è prioritario: “Per formazione e cultura resto convinto del bisogno di ancorare anche il conflitto più duro a regole e prassi, a un linguaggio, che non travalichino mai i confini della civiltà e di un reciproco riconoscimento, e questo dovrà essere uno degli obiettivi prioritari della nuova politica che il Governo dovrà proporre. Chiudiamo la stagione dell’odio, del rancore, della furbizia, dell’egoismo come valori di riferimento. Rimettiamo al centro, certo la sicurezza, la legalità, il benessere delle persone ma non contro capri espiatori. Riscopriamo e riproponiamo l’idea – ha aggiunto – della politica come servizio, strumento a servizio delle persone, del Paese e dei suoi problemi, non contro qualcuno ma per qualcosa”.