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In ricordo di un’amica

Lo scorso sabato 11 luglio, dopo aver combattuto con la tenacia e il coraggio che erano un suo tratto distintivo, ci ha lasciato Arianna Cavicchioli, che sino all’ultimo è stata Responsabile regionale Organizzazione del PD lombardo, è stata un esempio di impegno competente quanto disinteressato in politica per noi tutti e, soprattutto, è stata un’amica molto cara.

A questo link il video del saluto ad Arianna tenutosi il 13 luglio nella sua Rho.

Di seguito pubblichiamo il ricordo che ne ha fatto il Segretario regionale Vinicio Peluffo.

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Grazie al nostro sindaco Pietro Romano per aver fatto sentire la voce e la vicinanza dell’intera comunità cittadina.
Grazie a Paola Pessina per aver saputo trovare le parole giuste per dare voce ai nostri sentimenti, in un ricordo di Arianna Cavicchioli così preciso e appassionato.

Aggiungo solo alcune parole, oggi non riesco a fare un discorso commemorativo, avremo tempo e modo di farlo in occasioni pubbliche, istituzionali e di partito; oggi è il momento di far scorrere le emozioni, di salutare Arianna facendole sentire tutto il nostro affetto, restituendole una parte di quell’incredibile amore e di quella energia positiva che ha saputo donarci.

Sono tre le parole che voglio aggiungere.

La prima è comunità.

La vostra presenza oggi, i messaggi di queste ore, l’attenzione continua intorno ad Arianna dimostrano come sia sempre stata percepita come un punto di riferimento saldo per la comunità cittadina che ha amministrato con determinazione, passione e lungimiranza.

E un riferimento solido lo è sempre stata per le persone che l’hanno incontrata nell’impegno politico. Ho conosciuto Arianna nel 1989 quando mi sono iscritto al Partito Comunista Italiano e sono entrato a far parte di un mondo di cui Arianna era già protagonista. Da allora il mio cammino si è sempre accompagnato al suo, condividendo dubbi e certezze, vittorie e sconfitte, scissioni e nuovi inizi. Prima di ogni scelta il mio sguardo era rivolto al suo: prima di prendere una decisione, prima di gettarsi nella mischia.
Chi ha condiviso con Arianna un tratto di percorso politico, lungo o breve che sia stato, ha sempre trovato in Lei una persona a cui chiedere un parere, un giudizio. Mai scontato, mai banale, mai semplice.
Se comunità è ritrovarsi e riconoscersi, Arianna è sempre stata costruttrice infaticabile del necessario spirito di comunità, capace di includere nelle differenze, di accogliere nel rispetto e nel dialogo.

La seconda parola è coraggio.

Nella vita non le è mai mancato e ha saputo infonderlo anche quando era difficile trovarne la forza.
Nelle istituzioni ha saputo cambiare consuetudini, produrre cambiamenti profondi, amministrare dicendo la verità, anche quella meno conveniente.
In politica ha saputo metterci la faccia quando era difficile, fare un passo verso gli altri quando non era scontato, dare ascolto, credito e fiducia ad una generazione più giovane.
Coraggio in ogni tratto del suo percorso: Sindaca, consigliera provinciale e regionale, dirigente di partito e protagonista nel Partito democratico della Sinistra, nei Democratici di Sinistra e nel Partito Democratico, di cui ha retto il peso e le sorti a livello provinciale e regionale.

La terza parola è gratitudine.

Grazie ad Amelia, Michele, Nene e Patrizia per tutte le volte che ve l’abbiamo sottratta, per tutte le volte che per una riunione, un’iniziativa, una telefonata ve l’abbiamo distolta anche nei momenti meno opportuni. Grazie per aver capito quanto avessimo bisogno di lei.
E gratitudine è il sentimento più profondo che nutro nei confronti di Arianna. Penso di aver avuto da lei molto di più di quanto io sia riuscito a darle. Molta più comprensione, pazienza, vicinanza di quanto avrei voluto dimostrarle.
Sono in debito con lei. E credo che lo siamo in molti, perché in tanti ci siamo appoggiati al suo consiglio, abbiamo confidato nelle sue spalle larghe, abbiamo atteso un suo esporsi per indicare anche a noi la strada.
Mi sento un uomo fortunato per aver trovato nella vita e nell’impegno politico un’amica, una compagna di strada e – mi permetto di usare questa espressione- una “sorella maggiore” come lei.

Credo che possiamo restituire ad Arianna una parte di quello che abbiamo ricevuto, coltivando il suo ricordo. Ognuno di noi ha una foto, un episodio, un momento passato con Arianna, non teniamolo solo per noi: condividiamoli, mettiamoli insieme come in un puzzle, una memoria collettiva che ci restituisce Arianna in tutta la sua ricchezza.
Un insieme di ricordi che rappresenta anche uno specchio in cui ognuno di noi può rivedere i motivi profondi del proprio impegno politico, i valori fondanti che ci hanno spinto a tanti sacrifici, tanta fatica, tanta resistenza. Facciamo vivere il ricordo di Arianna perché è il modo di trasmettere il suo esempio.
Arianna con la sua tenacia, il suo coraggio, la sua gentilezza è un esempio prezioso.

La verità è che abbiamo ancora bisogno di lei, per questo continueremo a camminare con lei al nostro fianco, nei nostri cuori e nei nostri pensieri.
Quando la nostalgia sarà troppo forte ci aggrapperemo a quelle foto, a quei ricordi, a quei momenti.

Riguardando tra i messaggi ho visto che il 25 Aprile Arianna aveva recuperato una versione di “Bella Ciao” che molti conoscono. E’ quella di Goran Bregovic, geniale artista sarajevese, che aggiunge alla potenza dell’inno partigiano la carica e l’estro della musica balcanica. E’ un inno alla vita di chi sa quanto sia preziosa, di quanto la libertà sia figlia del sacrificio e che non ha nulla di scontato.
E’ un inno alla vita nella sua pienezza. Quella pienezza di vita che Arianna ha saputo mettere in ogni istante.

Perdonami Arianna se qualche volta alzerò il volume ascoltandola, sarà per combattere la malinconia e per ricacciare indietro le lacrime, sarà soprattutto per ricordare il tuo sorriso.

Buon vento Arianna!